moda sostenibile – made in italy – nuovi valori

CAPITOLO 1

Esiste davvero una moda sostenibile? Nel corso di questi ultimi anni, a seguito anche della diffusione del termine stesso “sostenibile”, molti ricercatori, di settori diversi hanno cercato di definire cosa sia realmente sostenibile e se è davvero la via giusta per un nuovo mercato.

Nel caso specifico della moda più che in altri settori è possibile credere che tante aziende prendano il sostenibile con leggerezza: pubblicità,  interviste, comunicati aziendali possono essere una superficiale prova che la moda internazionale sia fortemente impegnata nella battaglia a favore dell’ambiente ma è solo con un analisi approfondita su tutta la filiera che è possibile comprendere quanto sia un effettivamente vero tutto ciò.

Un principio che dobbiamo assimilare nell’immediato è che la moda è un continuo divenire, necessità si mutare e superare sé stessa continuamente e non potrà mai dare al consumatore una definizione di sostenibilità come accade nel caso dell’alimentare. Il libro che ci accompagna nel concetto di moda sostenibile però offre risposte più chiare su ciò che è moda italiana sostenibile e ci farà capire quanta potenzialità c’è in questo campo.

Ebbene sì, a seguito di un convegno del 2009 indetto dal CEMI intitolato “ Moda eco-etica: è solo moda” tutti gli addetti a lavori e studenti delle scuole di fashion design che hanno avuto modo di parteciparvi, si sono resi conto delle reali potenzialità della filiera italiana e hanno concluso che per doti straordinarie di artigianalità e scarsa delocalizzazione della produzione, il paese italiano è tra i favoriti in gara per essere il degno ambasciatore della moda sostenibile. Da quando è nata la moda italiana si è sempre stati abituati a percepirla come alta qualità sartoriale, attenzione nel dettaglio, amore per la perfezione e se ragioniamo in termini di sostenibilità i pilastri del made in italy combaciano perfettamente con quelli del sostenibile.

In Italia sono già presenti piccole realtà che abbracciano l’etica bio ma essendoci poca conoscenze, e altrettanta poca diffusione del fenomeno, il consumatore non riesce ad avvicinarsi e sentirle proprie.

Il sostenibile è affiorato troppo in superficie e lo dimostrano più di un fattore. Siamo nel XXI secolo e stiamo vivendo un epoca di cambiamento cosi drastico che non potremmo più tornare indietro. Se fino a qualche anno fa si parlava di un epoca dominata dal susseguirsi accelerato di tendenze dove tutto era relativo ad oggi il nuovo paradigma, di cui la sostenibilità è uno dei valori fondanti, si basa invece sulla STABILITA’. I giovani sono stati i primi a percepire il nuovo paradigma contribuendo a diffonderlo.

Con questo non vuol dire che la moda deve diventare seriosa ma dovrà certamente trovare la chiave per esprimere gli umori della società, e la via possibile è quella della sostenibilità. Siamo in una situazione similare alla rivoluzione igienica della fine dell’Ottocento. 100 anni fa un prodotto che rispettava le normative igieniche aveva vantaggio sul mercato oggi è un obbligo. La stessa cosa è per la sostenibilità; oggi può dimostrarsi semplicemente un valore aggiunto che fa la differenza sul mercato, ma tra i prossimi 20 anni essere sostenibile sarà la caratteristica necessaria per far parte del mercato.

“LA SOSTENIBILITA’ E’ E SARA’ UN PARADIGMA SU CUI LE IMPRESE E LA POLITICA DOVRANNO MUOVERSI,SEGUENDO L’EVOLUZIONE DELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO”

Anna Dal Maistro